La depurazione delle acque derivanti da processi di lavorazione, in particolare legati al trattamento dei rifiuti speciali, deve essere molto accurata e minuziosa. Se un depuratore non funziona correttamente, potrebbe infatti rilasciare nell’ambiente acqua contaminata che metterebbe a rischio la salute dell’ecosistema e dei cittadini.
Tra le sentenze più importanti relative alla depurazione delle acque vi è quello di Pietramelara. Il sindaco del comune casertano, insieme al rappresentante legale che gestiva l’impianto di depurazione incriminato e al proprietario del terreno adiacente allo stabilimento, sono stati tutti condannati per inadempienza, scarsa manutenzione e stoccaggio illegale di materiali pericolosi, fra cui anche l’amianto.
Le indagini hanno dimostrato che la manutenzione del depuratore non veniva eseguita regolarmente, esponendo inoltre diverse criticità nella strumentazione fra cui: il mancato funzionamento dello sfioratore di piena, il guasto dello sgrigliatore e la mancanza di un campionatore automatico per il controllo medio composito.
Non venivano eseguiti nemmeno i controlli basilari per verificare la qualità dell’acqua depurata derivante dalla rete fognaria comunale. I tecnici che hanno effettuato gli esami chimici del caso, hanno infatti scoperto che nelle acque immesse nel fiume Rivolo Pontevecchio (che molti agricoltori usano come fonte per l’irrigazione) i livelli di Escherichia Coli erano pari a 500.000 UFC/100mL quando per legge non dovrebbero superare i 5.000 UFC/100mL.
Lo stoccaggio di fanghi contaminati, rifiuti comuni e speciali e materiali pericolosi nel terreno adiacente al depuratore costituisce, inoltre, un illecito ancora più grave.
Dal caso preso in esame si può dedurre quanto rilevante sia la depurazione delle acque. Che si tratti di trattamento dei liquami provenienti dalla rete fognaria, o degli scarti di lavorazione industriale, è imperativo purificare l’acqua prima che essa venga immessa di nuovo nell’ambiente.
Le sostanze inquinanti, infatti, possono avere conseguenze molto gravi non solo per la flora e la fauna locale, ma anche per le persone stesse. Spesso i fiumi in cui vengono sversate tali sostanze sono utilizzati per le attività di approvvigionamento umane come pesca, agricoltura e allevamento.
Ciò significa che una mancata e scorretta depurazione dell’acqua rischia di arrecare danno a tutta la comunità circostante. È dunque imperativo denunciare e segnalare alle autorità competenti casi simili a quello di Pietramelara, in modo che si possano prendere tutti i provvedimenti necessari.