Amianto e sicurezza sul lavoro

Il tema della sicurezza sul lavoro è ancora attuale. In particolare se si pensa che ci sono ancora tantissimi operai costretti a lavorare in condizioni precarie e di forte rischio, a causa della presenza di amianto non trattato nei luoghi in cui operano. Ciò comporta un notevole pericolo per la salute, poiché le fibre di asbesto sono state riconosciute e classificate come cancerogene già dal 1992, tramite la legge 257.

 

Tutelare gli operai con adeguate misure per la sicurezza sul lavoro

Uno dei compiti principale del Governo e delle amministrazioni regionali è quello di prendersi cura dei lavorati, garantendo loro di operare in sicurezza. Tuttavia i piani che regolano le modalità d’intervento per la rimozione sicura dell’amianto, spesso sono fallaci o appena accennati e, nei casi più critici, del tutto assenti.

È il caso denunciato da Diego Crivellari, candidato del Partito Democratico alle scorse elezioni regionali in Veneto. Il politico ha sottolineato come nella provincia di Rovigo, e in tutta la regione, manchi un vero e proprio piano che delinei come ci si deve comportare in caso di rinvenimento di strutture ed edifici contenenti amianto.

In particolare denuncia la mancanza di fondi adibiti alle procedure di rimozione e allo smaltimento del pericoloso materiale edile, accusando l’attuale amministrazione di non dare il giusto spessore ad un problema così grave. La sicurezza sul lavoro viene quindi inevitabilmente compromessa, sempre secondo il candidato.

 

Si continua a morire in maniera silenziosa

L’amianto è un nemico invisibile, che non colpisce subito, ma che si nasconde e rimane dormiente per molti anni prima di attivarsi. Le fibre inalate si depositano nei polmoni e solo dopo molto tempo , quando ormai è troppo tardi, si scopre di essere stati vittime della contaminazione.

Molti lavoratori, tutt’oggi, continuano a morire in maniera silenziosa, abbandonati dalle istituzioni che dovrebbero avere invece il compito di proteggerli e assisterli. Esistono molte associazioni che aiutano coloro che non sono stati tutelati adeguatamente dalle norme della sicurezza sul lavoro, ma non è sufficiente.

L’auspicio è che il tema venga riportato all’attenzione del pubblico il prima possibile, in modo che ci si mobiliti per trovare soluzioni concrete, sia in termini di prevenzione ma anche e soprattutto di assistenza. Non si possono più rischiare le vite di operai innocenti.





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