Il mesotelioma non professionale è un tipo di tumore originato dall’inalazione delle fibre di amianto e contratto da familiari e amici venuti in contatto con operai in cui era utilizzato quando ancora consentito dalla legge. Le vittime trasversali dell’asbesto si trovano ora a dover fare i conti con la possibilità che la sovvenzione statale non venga rinnovata.
Come già asserito, il mesotelioma non professionale è il risultato della vicinanza con lavoratori che hanno prestato servizio in cantieri edili o fabbriche in cui veniva utilizzato l’amianto. Le fibre di tale minerale sono altamente volatili e potevano essere trasportate fuori dai luoghi di lavoro anche sulle tute o sugli attrezzi impiegati per le operazioni di costruzione.
Quando ancora non si conoscevano i rischi, non vi erano controlli attenti, e gli operai tornavano a casa con divise e indumenti da lavare. Molte vittime del mesotelioma oggi, sono il risultato di tali leggerezze ma non essendo ex lavoratori esposti ad amianto, non possono godere dell’indennità garantita a tale categoria.
Nel 2015, fortunatamente, è stata redatta una legge che consentiva ai malati di mesotelioma non professionale di godere di un risarcimento una tantum di 5.600 euro. I soldi arrivavano direttamente dal Fondo Vittime Amianto e, nella primavera del 2020, il Decreto “Milleproroghe” ha innalzato suddetto sussidio a 10.000 euro.
Le sovvenzioni, tuttavia, erano state previste solo fino al 31 dicembre del 2020. Chi si scopre malato di mesotelioma non professionale dal 1 gennaio 2021, dunque, non potrà più fare richiesta di suddetti risarcimenti e i sindacati sono insorti per portare all’attenzione del Governo questo importante problema.
Fra le proposte presentate per trovare i soldi necessari a coprire le vittime trasversali dell’amianto, c’è quella che prevede di affidarsi ancora una volta al Fondo Vittime Amianto, sfruttando la liquidità non evasa durante l’anno precedente. Attualmente, però, non è ancora stata offerta alcuna soluzione concreta dalle istituzioni, per questo Cgil, Cisl e Uil continuano la loro crociata.
È scesa in campo anche l’Associazione Vittime dell’Amianto, che sta richiedendo a gran voce degli interventi chiari affinché le sovvenzioni vengano ripristinate. Non resta dunque che attendere con speranza un intervento tempestivo degli organi competenti, così che anche chi ha scoperto solo di recente di essere malato di tumore asbesto correlato, non venga lasciato solo.