Rilanciare Amianto Zero: l’impegno dell’Emilia-Romagna

La Regione Emilia-Romagna ha preso l’impegno di rilanciare il progetto Amianto Zero. Il piano regionale ha già contribuito enormemente alla lotta contro il pericoloso materiale killer, bandito dal 1992, ma c’è ancora molto lavoro da fare. Gli assessori Raffaele Donini e Irene Priolo raccontano il programma per il prossimo futuro.

 

Il progetto Amianto Zero lavora su più fronti

Combattere l’asbesto è cruciale, ma per farlo è necessario agire su più fronti. Il progetto Amianto Zero è quindi stato approntato in modo da svolgere azioni di vario tipo atte a prevenire e limitare l’esposizione all’amianto, ma anche di assistenza per coloro che ne sono già stati vittime. Tra le misure più importanti vi sono:

  • la sensibilizzazione della popolazione, attraverso informazioni dettagliate e facilmente reperibili. Il target non sono solo i cittadini comuni, ma anche e soprattutto lavoratori, datori di lavoro, aziende e proprietari di immobili aperti al pubblico. Il tutto viene eseguito attraverso piattaforme web ufficiali, media sull’argomento e campagne preparate ad hoc;
  • il censimento e la mappatura, sono l’altra arma a disposizione delle istituzioni. A tale scopo esistono piani già dal 1996 che avevano individuato oltre 31.321 edifici contenenti amianto i quali risultano oggi già bonificati. Regione e Aziende USL continuano il loro impegno in tal senso portando alla luce nuovi siti su cui intervenire;
  • la bonifica del territorio. Attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014 – 2020, la Regione ha finanziato 99 interventi in edifici pubblici nel solo 2020, rimuovendo all’incirca 93.250,58 mq di materiale edile pericoloso;
  • i controlli nei cantieri, che vengono effettuati dal 2016 e hanno portato all’individuazione di amianto in alcuni di essi. Le ispezioni avvengono regolarmente a testimonianza di quanto la lotta all’asbesto sia una delle massime priorità per gli organi di vigilanza;
  • la micro-raccolta è un’altra delle attività istituite dal progetto Amianto Zero e sta contribuendo enormemente alla prevenzione. I privati cittadini sono finalmente tutelati e agevolati nello smaltimento di piccole quantità di materiale edile pericoloso contenute in manufatti di diverso tipo. Solo nel 2020 sono stati raccolti all’incirca 630.000 kg di MCA (Materiali contenenti amianto);
  • l’assistenza agli esposti è fornita direttamente dalla Regione in collaborazione con la Medicina del Lavoro e prevede un’ampia gamma di servizi per chi è stato contaminato. Si va dalle visite preventive e di controllo, passando per l’assistenza psicologica, fino a quella finanziaria.

Il piano Amianto Zero è una brillante iniziativa che, si spera, venga adottata presto in tutte le altre regioni italiane, al fine di garantire la sicurezza dei cittadini. La lotta all’asbesto è ancora lunga, ma questa è la strada giusta.





Può interessarti anche: