Inquinamento ambientale e percentuale di cancro in Europa

Recenti studi hanno confermato che l’inquinamento ambientale è direttamente responsabile per il 10% di casi di cancro in Europa. Una cifra estremamente elevata che fa comprendere quanto sia importante fare attenzione alla qualità dell’aria che si respira quotidianamente. Servono misure drastiche e celeri al fine di ridurre le esposizioni.

 

L’amianto rimane uno degli agenti inquinanti più comuni e pericolosi

La definizione di inquinamento ambientale è piuttosto ampia e ingloba differenti tipologie di sostanze e situazioni. Tra le più comuni si può pensare allo smog cittadino, al fumo passivo, ai pesticidi e alle polveri sottili, tutti elementi tipici e presenti in buona parte delle città europee che, secondo le stime contribuiscono a mietere circa 60.000 vite all’anno.

Quello che però fa davvero paura sono i killer silenziosi e soprattutto invisibili. Tra tutti, l’amianto è uno dei più pericolosi, poiché agisce in maniera totalmente impercettibile e rimane dormiente nella vittima per diverso tempo. 

La Commissione Europea lo ha messo al bando ufficialmente nel 2005, ma il materiale edile è stato largamente impiegato nella costruzione di edifici di vario tipo per moltissimi anni e risulta tutt’ora presente in tante strutture. Per tale ragione, resta ad oggi il principale responsabile per mesoteliomi (tumori ai polmoni), tumori alla laringe e alle ovaie. Si ricorda che è anche ad esso vengono attribuiti il 55 – 88% dei tumori di natura lavorativa.

 

Altre sostanze che contribuiscono all’inquinamento ambientale

A parte l’amianto, è importante parlare anche di altre sostanze estremamente pericolose per i cittadini. Tra le più semplici in cui ci si può imbattere c’è il Radon, un gas radioattivo di origine naturale. Tale elemento è incolore, inodore e insapore e pertanto risulta molto difficile da individuare.

Ad acuirne la pericolosità c’è poi il fatto che si trova principalmente nel terreno, pertanto tutti i locali interrati possono essere esposti senza che gli abitanti lo sappiano. Secondo le stime degli studi sull’inquinamento ambientale sopra citati, da solo contribuirebbe al 2% dei casi di cancro e al 10% dei casi di tumore ai polmoni.

Vale poi la pena citare altre sostanze chimiche comunemente impiegate in diversi ambiti lavorativi, come ad esempio: il piombo, l’arsenico, il cromo, il cadmio, l’acrilammide, i pesticidi, il bisfenolo A, nonché le sostanze per-polifluoroalchiliche (Pfas). Tutte altamente cancerogene e spesso imprudentemente disperse nell’atmosfera.





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