Cancellazione bando ISI Inail

Con la cancellazione del bando ISI Inail, tutte le risorse destinate alla messa in sicurezza di aziende e imprese (fra cui rientrano anche gli interventi di bonifica per l’amianto), saranno deviate all’adeguamento per le nuove misure anti-Covid. Questo annulla di fatto tutte le richieste fino ad ora presentate dagli imprenditori che speravano di utilizzare i fondi per ristrutturare le proprie fabbriche.

 

Il Decreto Rilancio e il riposizionamento dei fondi

La causa principale della cancellazione del bando ISI Inail, il cui scopo era quello di destinare gli oltre 403 milioni di euro del fondo alla messa in sicurezza di impianti e strutture aziendali, è diretta conseguenza del nuovo Decreto Rilancio. Il provvedimento nasce in risposta all’emergenza causata dal Covid-19 e alle norme sanitarie di recente istituzione che tutte le aziende sono obbligate a rispettare se vogliono tornare a riaprire.

L’adeguamento dei posti di lavoro, il rispetto delle distanze fra gli operai e tutte le altre operazioni di prevenzione sanitaria, vanno quindi a sostituire tutti gli interventi che prima avrebbero potuto beneficiare degli incentivi. Un duro colpo per coloro che avevano già richiesto il bando e che ora si ritrovano a non poter più godere delle suddette sovvenzioni.

La notizia più dolorosa è che non saranno solo i fondi stanziati per il 2020 a subire questa deviazione, ma anche quelli programmati per il 2021. Ciò obbligherà gli imprenditori con urgenze concrete per la rimozione dell’amianto e di altri materiali pericolosi, a provvedere di tasca propria.

 

Le nuove misure anti-Covid

I fondi ricavati dalla cancellazione del bando ISI Inail, verranno quindi impiegati per aiutare le aziende italiane a preparare le proprie sedi alle nuove disposizioni previste dalle norme anti-Covid19. Nello specifico i punti principali del Decreto Rilancio prevedono:

  • l’acquisto di apparecchiature e attrezzature specifiche, riservate all’isolamento e al distanziamento dei dipendenti;
  • dispositivi e sensori che aiutino a segnalare eventuali infrazioni dei limiti della distanza;
  • strutture per l’isolamento fra dipendenti e clienti;
  • l’integrazione di dispositivi per la sanificazione e l’acquisto di strumenti atti ad identificare un possibile contagio;
  • fornitura di dispositivi di protezione individuale a tutti i lavoratori.

Per quanto possa risultare frustrante dover rinunciare ai fondi destinati alla bonifica dell’amianto, per molti imprenditori il reindirizzamento delle risorse è un’opportunità importante per garantire una riapertura sicura e priva di rischi, almeno per quanto riguarda il Coronavirus.