Un murales contro l’amianto: il messaggio degli studenti

Un murales contro l’amianto, questa è stata la risposta degli studenti della scuola media De andrè a Bologna ai pericoli costituiti dall’asbesto. La volontà di non dimenticare le vittime attraverso l’arte è un’iniziativa brillante, che aiuta a sensibilizzare la popolazione su un problema ancora reale, presente non solo nel capoluogo emiliano ma in tutta Italia.

 

Il messaggio forte dell’arte

L’arte visiva è una delle forme espressive più potenti che l’umanità possiede per lasciare messaggi che perdurino nella storia. L’iniziativa degli studenti di scuola media ha come sfondo le tragiche morti degli operai delle Officine Grandi Riparazioni (OGR) causate proprio dall’esposizione all’amianto.

“Giocavano a palle di neve con quella polvere bianca che alla vista sembrava tanto innocua” è il  toccante commento di uno dei ragazzi della seconda B dell’istituto, autori dell’opera. Un gioco innocente che vuole rappresentare il vero problema a monte, cioè la mancanza di comunicazione sulla pericolosità dell’asbesto, nonostante ci fossero già studi che l’attestavano negli anni ’50.

Nessuna mascherina, nessun procedimento di decontaminazione, nessun comunicato ufficiale. Gli operai erano allo scuro dei rischi che correvano ogni giorno in quelle fabbriche. Il murales contro l’amianto apre proprio con una frase decisa :”si deve sapere!”, per catturare l’attenzione di chi osserva e sensibilizzare il pubblico a questo terribile problema che ancora perseguita molte famiglie.

 

Una storia raccontata in 4 riquadri

Sono quattro i riquadri che vanno a comporre il murales contro l’amianto. In essi è raccontata una storia tragica, fatta di menzogne, omissioni e ingenuità. Il primo ritrae le fabbriche, prosperose e ben avviate, forti delle potenzialità economiche offerte da questo nuovo materiale con cui si faceva praticamente ogni cosa.

Il secondo riquadro ritrae gli operai che giocano “a palle di neve” con la pericolosa polvere cancerogena, ignari di quanto essa potesse essere letale. Non a caso la seconda immagine racconta i primi malori, e controlli medici, con un simbolismo forte: le tre scimmie che si coprono rispettivamente occhi, orecchie e bocca a rappresentare la dirigenza e i medici dell’epoca, consapevoli e complici di aver taciuto i rischi.

Nel terzo riquadro è rappresentata la scoperta della pericolosità dell’amianto, soprattutto grazie ai medici del lavoro, fra i primi a lanciare l’allarme all’epoca. Il quarto riquadro invece dipinge l’amianto come un mostro, artefice invisibile di tanti decessi, e a rafforzare il messaggio di dolore c’è la processione dei parenti delle vittime verso il cimitero.