Situazione amianto in Italia: facciamo il punto

La situazione dell’amianto in Italia è ancora precaria ma tuttavia siamo uno dei Paesi più attenti alle problematiche che presenta questo pericoloso minerale. Nonostante la sua messa al bando agli inizi degli anni ’90 (e l’Italia è stato uno dei pochi paesi ad averlo proibito in toto fin da subito), la diffusione sul territorio è ancora piuttosto marcata e servono interventi adeguati al fine di eliminare i rischi.

 

A che punto è la mappatura del Paese

Al fine di tenere traccia delle zone interessate dalla presenza di manufatti e composti a base di amianto, da diversi anni a questa parte le istituzioni stanno provvedendo alla mappatura del territorio nazionale. Ciò permette di avere un quadro completo della situazione amianto in Italia e di approntare interventi adeguati.

Attualmente sono stati censiti oltre 33.000 siti pericolosi in tutta la Penisola. Si tratta di vecchi complessi industriali in maggioranza (luoghi in cui l’eternit era particolarmente impiegato per le coperture dei tetti), ma ci sono anche molte abitazioni private che presentano al loro interno isolanti fatti d’amianto.

In alcuni casi, suddetti edifici sono tutt’ora abitati e costituiscono quindi un pericolo concreto non solo per gli inquilini, ma anche per vicini e operai. Censire i luoghi più a rischio permette dunque di organizzare stanziamenti affinché i privati possano contribuire con una rimozione sicura, affidandosi a ditte specifiche e ben attrezzate per compiere la bonifica.

 

Le agevolazioni per migliorare la situazione amianto in Italia

Agli incentivi statali vanno poi sommate le iniziative regionali e comunali. Ogni singolo ente provvede a fornire ai cittadini che intendono procedere allo smaltimento dell’amianto, alcuni risarcimenti o indennizzi che consentono di abbassare o di rientrare con le spese sostenute per quella specifica attività di messa in sicurezza.

Tale realtà, tuttavia, non è equa in tutto il Paese ed è a discrezione delle diverse giunte. Ciò comporta una certa disparità nei piani d’intervento e nel progresso verso la purificazione completa delle aree interessate. In alcuni luoghi si è addirittura cominciato ad impiegare droni per individuare luoghi con possibili artefatti in amianto (in particolare tetti di vecchie abitazioni), mentre da altre parti manca ancora un regolamento vero e proprio per gestire gli indennizzi previsti dalla legge per i lavori di ammodernamento.

Raggiungere un equilibrio in tal senso e mettere a disposizione di tutti i cittadini i medesimi strumenti, dovrebbe essere fra gli obiettivi primari dello Stato, solo così si può migliorare la situazione amianto in Italia e arrivare ad eliminare il problema definitivamente.





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