Roghi tossici a Reggio Calabria con presenza di amianto

I roghi tossici rappresentano un serio rischio per la salute dei cittadini. I responsabili sono quasi sempre incuranti delle conseguenze che le loro azioni possono avere sulla sicurezza della comunità, ma la cosa grave è che spesso non hanno nemmeno idea di ciò che stanno bruciando e disperdendo nell’ambiente.

 

Il recente caso di roghi tossici e l’immobilità delle istituzioni

L’ultimo di una lunga serie di casi di roghi tossici si è verificato il 25 luglio scorso proprio a Reggio Calabria in via Vallone Cilea. Alcuni cittadini preoccupati dal fumo nero che vedevano innalzarsi vicino alle proprie abitazioni hanno inviato una segnalazione sia ai Vigili del Fuoco che alla Polizia Municipale.

Una volta giunte sul posto, le forze dell’ordine hanno constatato che sotto i resti carbonizzati di rifiuti non ben identificati, erano presenti anche delle vecchie grondaie in eternit. Lo stato di queste ultime è quello che ha destato i maggiori timori, visto che gli artefatti erano chiaramente danneggiati e friabili.

In tale modalità le fibre killer che compongono l’amianto si disperdono nell’atmosfera con grande facilità. L’azione del calore ha complicato ulteriormente il problema, poiché tali particelle microscopiche sono molto leggere e possono essere trasportate senza difficoltà a quote elevate.

La situazione è risultata grave fin da subito, tuttavia, a quasi due mesi di distanza non sono ancora stati fatti interventi concreti per la messa in sicurezza dell’area. Le numerose sollecitazioni dei residenti sembrano essere cadute nel vuoto, con le istituzioni preposte che fanno orecchie da mercante.

 

La mancata applicazione delle norme basilari

Si potrebbe pensare che l’immobilità degli enti responsabili per la bonifica del territorio dall’amianto sia imputabile alla mancanza di un piano regionale ben definito, ma la realtà dei fatti è differente. Come in ogni altra regione d’Italia, anche in Calabria sono attive le leggi nazionali sull’isolamento e la bonifica delle aree a rischio.

Esiste quindi un vero e proprio obbligo che impone l’attivazione di protocolli specifici, nonché tempiste di intervento rapide e certe. Tuttavia, nel caso in esame non sono state eseguite nemmeno le procedure basilari per la messa in sicurezza, come se nessuno volesse assumersi la responsabilità del compito.

L’Osservatorio Amianto di Reggio Calabria ha ribadito l’urgenza di agire tempestivamente per risolvere la spiacevole situazione, denunciando poi la necessità di sorvegliare con maggiore attenzione i roghi tossici, adottando sanzioni adeguate per i trasgressori.





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