Progetto pilota per la bonifica al via a Chioggia

Il progetto pilota per la bonifica dall’amianto dell’ex discarica insita in Val da Rio a Chioggia sta per partire ufficialmente. A dirlo è stata l’amministrazione comunale che poche settimane fa lo ha presentato in giunta, ottenendo il favore di tutti i presenti. L’obiettivo è quello di riqualificare l’intera area dall’enorme rilevanza strategica.

 

La situazione attuale dell’ex discarica preoccupa

Il sito in cui sorgeva l’ex discarica tra il 1961 e il 1984 è abbandonato da diversi anni. Si estende per una superficie di 60 mila metri quadri e ha un volume di 395 mila metri cubi. Uno spazio enorme che, se riqualificato potrebbe portare enormi benefici alle attività portuali limitrofe.

Questo è lo scopo principale del Comune di Chioggia che, attraverso il progetto pilota di bonifica, vuole eliminare la presenza di amianto rinvenuto in un primo sopralluogo avvenuto nel 2019. I lavori sono infatti bloccati da allora in attesa di elaborare una strategia valida per rimuovere in sicurezza tutto il pericoloso materiale edile.

La messa in sicurezza dell’ex discarica porterà quindi all’estensione dell’area portuale di Chioggia, permettendo lo sviluppo di nuove attività marittime. Per tale ragione, la prova di raccolta che verrà effettuata a breve è così tanto importante e sotto i riflettori.

 

In cosa consiste il progetto pilota di bonifica

Scendendo nel dettaglio, il progetto pilota di bonifica non è altro che una prima fase sperimentale che avrà il compito di prelevare dei campioni di terreno per testare la concentrazione di amianto e sviluppare la procedura più efficiente ai fini della raccolta.

La tecnica scelta per questa fase preliminare è quella del picking. L’obiettivo è di raccogliere in 3 mesi circa 4.000 m3 di terreno equivalenti all’1% dell’intera area. I campioni verranno inviati in appositi stabilimenti ed esaminati a mano dal personale il quale sarà protetto con tute di tipo Tyvek e maschere con filtro ffp3.

L’esame fornirà preziose informazioni per la preparazione delle attrezzature adeguate e dei metodi di raccolta dell’amianto più sicuri ed efficienti, nonché un quadro generale delle autorizzazioni da richiedere. Quando tutto sarà pronto si potrà procedere alla fase pratica di riqualificazione. La spesa totale prevista è di circa 35 milioni di euro finanzianti per la maggior parte da fondi ministeriali, mentre la Regione contribuirà con 2,5 milioni di euro.





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