Polemiche sull’impianto sperimentale amianto

In provincia di Lecce, più precisamente nel Comune di Cavallino, è attualmente in funzione un impianto sperimentale per lo smaltimento dell’amianto che sta facendo discutere non poco. Alcune associazioni cittadine, come ad esempio il Comitato Salvaguardia Salute Cittadini Cavallino Castromediano, chiedono controlli più serrati sulla struttura e le sue attività.

 

Le perplessità sull’impianto sperimentale amianto

Da quando il Ministero dell’ambiente ha autorizzato la costruzione del piccolo impianto sperimentale per lo smaltimento dell’amianto basato sull’impiego di siero di latte, gli abitanti del comune leccese hanno espresso concrete perplessità e dubbi sulla sicurezza della struttura.

La preoccupazione principale riguarda l’inquinamento prodotto dalle attività di smaltimento. Durante le varie conferenze sostenute, l’azienda che amministra l’impianto non ha mai fornito risposte chiare sui metodi di lavorazione dell’asbesto (in parte perché trattandosi di procedure sperimentali sono soggette al segreto industriale), limitandosi a definirli sicuri.

A sostegno di tali teorie sono stati interpellati anche numerosi professori universitari che hanno ribadito la non pericolosità delle attività svolte all’interno della struttura. Tuttavia, un recente stop da parte della Provincia di Lecce all’impianto, ha gettato benzina sul fuoco dei sospetti. Sembra infatti che nelle aree di lavoro all’interno della struttura sia stata rilevata la dispersione di fibre di amianto nell’aria, obbligando così l’azienda a sospendere ogni sua attività in attesa di accertamenti.

 

Cosa chiedono i cittadini di Cavallino

Le indagini sulla vicenda sono tutt’ora in corso, ma le associazioni cittadine sono fortemente preoccupate per la sicurezza ambientale. Il rischio di inquinamento è molto elevato, secondo alcuni che si oppongono al prototipo industriale oggetto delle controversie.

Contestano principalmente l’inattività dell’amministrazione comunale, la quale in origine non ha esposto obiezioni alla costruzione dell’impianto sperimentale per lo smaltimento dell’amianto. Gli abitanti hanno sottolineato come quella zona fosse già in condizioni precarie e la scelta di costruire una struttura del genere andasse contro il PPTR Puglia per la tutela del territorio.

Dopo la vicenda del blocco forzato, le richieste di controlli più serrati si sono intensificate, con la speranza che vengano esposti i reali rischi costituiti da una struttura simile. I risultati dell’indagine arriveranno nei prossimi mesi, ma per ora gli abitanti continuano a convivere con una minaccia invisibile come le fibre di amianto.

Non rimane che attendere gli sviluppi della vicenda e comprendere l’entità dei danni e le relative colpe dell’accaduto.





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