Il progetto Orti Urbani subisce una battuta d’arresto

Il lodevole progetto Orti Urbani è un’iniziativa di rilievo, presa dal Comune di Reggio Calabria, che punta a restituire determinate aree cittadine alla comunità. Sono molte le zone dismesse, le discariche a cielo aperto e i cantieri abbandonati che potrebbero essere impiegati per finalità utili, ma nonostante le premesse iniziali, i lavori rimangono ancora fermi.

 

La preoccupazione della cittadinanza è concreta

C’è un’area in particolare che sta destando la preoccupazione della cittadinanza. Si tratta del cantiere di Orti Urbani insito in un’ex discarica a cielo aperto, oggi divenuta un canneto. La zona è recintata da ormai tempo immemore, tanto che il cancello è addirittura stato sfondato e mai riparato.

I lavori di bonifica della zona erano cominciati il 28 marzo scorso e sarebbero dovuti terminare il 6 dicembre del corrente anno, ma attualmente gli interventi sono stati sospesi e non è stata comunicata alcuna data di ripresa. Dopo insistenti sollecitazioni da parte del comitato di quartiere Ferrovieri Pescatori di Reggio Calabria sono emerse le preoccupanti motivazioni dello stop.

Sembra infatti che durante i sopralluoghi iniziali, gli operai abbiano rinvenuto tracce di amianto e altri materiali pericolosi abbandonati nel canneto. Ciò ha imposto il fermo delle operazioni per favorire ulteriori controlli e dare il via alle procedure di sanificazione e messa in sicurezza della zona, attività che però ancora non hanno visto la luce.

 

L’amministrazione continua a tacere aumentando i timori

Il comitato si è prodigato negli scorsi mesi per ottenere risposte concrete in merito al cantiere di Orti Urbani, senza tuttavia ricevere alcuna risposta dai responsabili. Perfino l’incaricato del procedimento ha negato udienza ai cittadini giustamente preoccupati, alimentando il sospetto che l’Amministrazione, almeno per il momento, non abbia intenzione di compiere alcun intervento risolutivo.

Il progetto doveva essere un mezzo per rilanciare le aree degradate della città sullo stretto, ma ad oggi è motivo di degrado egli stesso, poiché contribuisce ad alimentare lo scempio paesaggistico ed urbano. I membri del comitato hanno tuttavia asserito che non intendono darsi per vinti, assicurando che proseguiranno nella loro battaglia per avere risposte concrete.

Per il momento, dunque, non rimane che attendere una chiarificazione ufficiale da parte degli enti preposti, evitando il più possibile la zona che, si ricorda, è contaminata da amianto e alte sostanze pericolose sia per il terreno che per la salute. Ci si augura che i lavori riprendano al più presto.





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