Il primo film sull’amianto arriva al cinema

Il 28 aprile scorso è stato proiettato nelle sale di Monfalcone il primo film sull’amianto. Il mediometraggio è un racconto fittizio che tuttavia narra la storia delle centinaia di vittime mietute dal pericoloso minerale killer nel corso di circa trent’anni. Una denuncia contro l’omertà e la mala gestione dei cantieri navali dell’epoca che hanno portato via tante vite innocenti.

 

Denuncia e sensibilizzazione: gli obiettivi del primo film sull’amianto

Si intitola “28 aprile, verità sospese”, una frase di certo non scelta a caso. Il 28 aprile è infatti la giornata dedicata agli esposti all’asbesto, e verità sospese sta ad indicare l’ambiente in cui si è consumata la tragedia, che secondo molti poteva essere evitata.

Ai tempi, infatti, la pericolosità del materiale edile era già nota, ma nessuno ha mai avvertito i lavoratori di quanto stessero rischiando. Una tacita omissione che tra gli anni ’50 e ’80 è stata pagata dai cantierini e dai loro familiari, inconsapevoli di quanto stesse effettivamente accadendo loro.

La storia viene riportata indietro di 70 anni, quando un nonno (anche lui cantierino) racconta al nipote l’affondamento del Titanic. Il ragazzino, entusiasta, sceglie quindi di fare la stessa professione, divenendo cantierino a sua volta nel cantiere navale di Monfalcone.

All’interno del primo film sull’amianto viene approfondito anche il calvario giudiziario che ha coinvolto le vittime. Un iter burocratico tipico dell’Italia odierna, che ha lasciato tante persone senza giustizia fino all’intervento dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha avuto il merito di sbloccare le indagini stagnati.

 

Una produzione amatoriale solo nella definizione contrattuale

Il film sull’amianto è stato realizzato da una collaborazione congiunta che ha coinvolto:  Stropula cantieri teatrali di Monfalcone, la Regione Friuli-Venezia Giulia, il Comune di Monfalcone, l’Associazione esposti amianto e il Museo della Cantieristica (nel quale sono state effettuate anche alcune riprese del film).

La regia è di Massimo Navone, già noto alla critica per successi come la commedia “ L’isola degli idealisti”. Mentre la sceneggiatura è stata affidata ad Annalisa Delneri, attrice nel film e medico nella vita quotidiana, e a Roberto Covaz, autore del libro “Amianto, i polmoni cantieri” da cui è tratto buona parte del testo.

Gli attori amatoriali lo sono solo per definizione contrattuale, poiché la loro interpretazione è stata sublime ed estremamente professionale. La prima proiezione è stata fatta in contemporanea in diversi istituti superiori del Monfalconese, al fine di mostrare agli studenti come sia stato possibile che una tragedia del genere sia riuscita a consumarsi impunemente.





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