Il Covid-19 rallenta ancora la rimozione dell’amianto

Gli effetti della pandemia di Covid-19 si sono fatti sentire anche per quanto riguarda la rimozione dell’amianto. Il problema è diffuso in tutta Italia, ma in questo articolo il focus sarà incentrato sul Comune di Mantova e sui risultati che le varie iniziative della giunta hanno contribuito a raggiungere nonostante il difficile periodo.

 

Tre anni di sforzi per la rimozione totale dell’amianto

Mantova è ad oggi uno dei comuni più attivi per quanto concerne la rimozione dell’amianto. Il piano, varato nel 2017 con la creazione del database Asbestos Free, sta mostrano i propri frutti in questi ultimi tre anni. Nel solo 2020, infatti, sono stati rimossi oltre 1500 metri quadri di eternit, mentre il 2021 coi sui 1374 m2 è stato leggermente meno fruttuoso a causa proprio del Coronavirus.

Restano ancora 1397 m2 da rimuovere per raggiungere il totale della metratura censita attraverso  l’impiego dei droni. Le operazioni, però, risultano rallentate della persistenza del virus che solo negli ultimi mesi del precedente anno ha cominciato ad allentare la propria presa.

Attualmente, le rilevazioni effettuate hanno individuato otto edifici interessati da coperture in amianto fortemente a rischio. Il Comune si è prodigato nel contattare i rispettivi proprietari affinché provvedessero ad attivarsi per la rimozione. Tuttavia, di questi, solo due si sono detti disponibili ad avviare le procedure mentre si rimane ancora in attesa di riscontro per gli altri sei.

Il ritardo nella risposta è anch’esso presumibilmente riconducibile all’influenza del Covid-19, poiché molte aziende (tra cui anche quelle interpellate) hanno subito rallentamenti pesanti e cali nei guadagni. Ci si auspica che gli interessati rispondano il più velocemente possibile in modo da permettere il raggiungimento dell’obiettivo della totale eliminazione dell’eternit dal comune lombardo prevista, appunto, per la fine del 2022.

Oltre alle iniziative del Comune, è interessante sottolineare che anche i cittadini hanno cominciato a segnalare in autonomia la possibile presenza di strutture a rischio. I tecnici vagliano con celerità ogni richiesta e, nel caso, attivano tutte le procedure necessarie alla rimozione dell’amianto.

Questo contributo è estremamente importante soprattutto in un periodo ancora incerto come quello attuale. Permette, infatti, alle istituzioni di avere un’idea più precisa delle aree pericolose e di offrire un’adeguata assistenza alla popolazione. Si ricorda, inoltre, che tutte le attività legate alla bonifica dell’asbesto sono interessate da cospicui finanziamenti regionali.





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