Fibra killer nell’ex cava Cementir 400

La presenza della fibra killer in una delle cave più note di Voltaggio, in Piemonte, è un problema sottoposto all’attenzione della giunta regionale grazie ad un’iniziativa di Legambiente. Nella lettera, l’associazione si dice fortemente preoccupata per l’effettiva quantità di amianto naturale contenuto nelle rocce e nei terreni della cava.

 

La preoccupazione di Legambiente per la fibra killer

Legambiente ha denunciato, tramite lettera, la presenza massiccia delle cosiddette pietre verdi (le rocce naturali che contengono amianto), in alcuni dei territori del Piemonte. Quest’idea non è campata per aria né è frutto di inutili allarmismi, ma il risultato di uno studio condotto qualche tempo fa tramite un’apposita strumentazione (Arpa Geoviewer 2D), che ha permesso la stesura di una carta geologica dettagliata del sottosuolo.

Fra le aree con la maggior concentrazione di rocce d’amianto, risulta anche l’ex cava di Cementir 400 a Voltaggio. La presenza in superficie del pericoloso minerale (dichiarato fuori legge già dal 1992), è aggravata dal fatto che il sito risulta essere ancora attivo e soggetto ad una movimentazione del terreno piuttosto massiccia.

La dispersione nell’aria della fibra killer, frutto dello sgretolamento del minerale di amianto, può essere altamente pericolosa, poiché leggera e facilmente trasportabile dai venti. L’inalazione di fibre di amianto causa tumori ai polmoni e in altre aree del corpo, che tuttavia non si manifestano immediatamente, ma rimangono dormienti per diversi anni, prima di comparire.

 

La risposta del Cociv a Legambiente

Con il clamore causato dalla lettera di Legambiente, non ha tardo ad arrivare la risposta di Cociv (che nel 2012 aveva dichiarato il Piemonte zona priva di minerale di amianto). L’ente, alla luce dei dati presentati nello studio citato da Legambiente, ha ammesso la presenza delle pietre verdi, sottolineando tuttavia come i continui controlli effettuati abbiano evidenziato un rischio minimo.

Sembra infatti che nell’area specifica dell’ex cava, il materiale contenga amianto sotto soglia, cioè sotto i limiti previsti dalla legge. L’associazione ha inoltre precisato che l’intera area è monitorata da anni per tenere sotto controllo i valori dell’amianto aerodisperso (nel pieno rispetto delle cadenze previste dal Protocollo Amianto).

Insomma, sembra non esserci pericolo, al momento, per le popolazioni che vivono nei dintorni e il Comune ha preso per autorevoli i dati riportati da Cociv. Naturalmente è bene fare attenzione e non abbassare il livello di allerta.